Teatro Sociale
con Geppy Gleijeses, Marianella Bargilli
di Honoré de Balzac
traduzione e adattamento di Alberto Bassetti
regia di Antonio Calenda-scene Pier Paolo Bisleri – costumi Carla Teti
musiche Germano Mazzocchetti – luci Nino Napoletano
con Paila Pavese, Osvaldo Ruggieri e (in ordine alfabetico) Francesco Benedetto, Adriano Braidotti,Piergiorgio Fasolo,Antonio Ferrante, Ferruccio Ferrante,Antonio Tallura, Alfonso Veneroso, Iacopo Venturiero.
«Ah! Conoscete la nostra epoca! Oggi, signora, tutti i sentimenti svaniscono e il denaro li sospinge. Non esistono più interessi perché non esiste più la famiglia, ma solo individui! Vedete! L’avvenire di ciascuno è in una cassa pubblica (…) Vendete gesso per zucchero: se riuscite a far fortuna senza suscitare lamentele, diventate deputato, pari di Francia o ministro!»
Si adatta perfettamente al nostro tempo, questa pungente battuta: tanto che non ci sarebbe nulla di strano a sentirla pronunciare oggi, magari da qualcuno che commenti una delle tante notizie di speculazioni e crisi economiche che punteggiano quotidianamente i giornali…
Invece – e ciò è davvero sorprendente – risale alla metà dell’Ottocento, scritta da Honoré de Balzac e pronunciata da Mercadet, personaggio attorno al quale è concepito Le faiseur - L’affarista, uno dei migliori testi teatrali di questo grande maestro della letteratura realista.
«La commedia di Balzac – spiega Antonio Calenda, che firmerà la regia dello spettacolo – possiede una stringente attualità, un incredibile impatto sul lettore contemporaneo, poiché tratta temi molto sentiti, come la frenesia e l’immoralità delle speculazioni economiche, lo spietato gioco delle Borse, il mondo losco e cinico degli affari. Proprio il modo incisivo, realistico e allo stesso tempo molto ironico in cui l’autore raffigura questo universo ambiguo, e la sua perfetta, significativa attinenza con il nostro presente, mi ha indotto, assieme a GeppyGleijeses, a incentrare su questo testo un nuovo progetto di produzione, che vede unito l’impegno del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia e delTeatro Stabile di Calabria».
Antonio Calenda metterà in scena L’affarista intrecciando i suoi molti e mai scontati sottotesti, le continue ambiguità e rifrazioni, e ponendo in luce figure che con accenti di deciso realismo Balzac aveva tratteggiato ispirandosi alla società del XIX secolo, ma che molto ci dicono – fra pungenti critiche e sorrisi amari – dei furbetti, degli speculatori e dei traders che popolano il nostro presente.
ESTRATTI RASSEGNA STAMPA
Bellininews, Giuliana Cutore, 24/02/2011
L'ottima regia di Antonio Calenda, unita alle scene ammiccanti e funzionali di Pier Paolo Bisleri, ha contribuito a creare il milieu di uno spettacolo che ha trovato in Geppy Gleijese nel ruolo eponimo la sua chiave di volta, permettendo alla compagnia, tutta del resto di ottimo livello, di dare il meglio di sè. Autentico mattatore, dotato di una gestualità sicura e di grande dominio scenico, Gleijeses ha una recitazione fluida e naturale, supportata dalla bella traduzione di Alberto Bassetti, ha reso godibilissima la commedia, permettendo al tempo stesso, con rara generosità attoriale, che tutti i comprimari potessero degnamente emergere.
L'Affarista di Calenda è una vera delizia teatrale
di Omar Manini, 01/04/2011
(...) I dialoghi inventati da Balzac per quest'opera sono spesso così raffinati e brillanti da lasciare strabiliati e la grande prova di Geppy Gleijeses - energica, vitale, ricca di sfumature, non di rado sublime, li serve come meglio un attore non potrebbe fare.
Articolo di Andrea Cova
La pièce conquista il pubblico senza riserve grazie all'originale ironia e agli effervescenti e serrati dialoghi che contraddistinguono il testo di balzac, nell'efficace e moderna traduzione curata da Bassetti, alla intensa ed energica direzione registica di Antonio Calenda. Protagonista dei due atti è l'istrionico, appassionato ed incontenibile Geppy Gleijeses che, dalla sua dirompente entrata in scena "a sorpresa" sino al calare del sipario, regala al pubblico un'interpretazione generosa ed esilerante, con una classe ed una forza espressiva da vero mattatore. Perfetta al suo fianco, Marianella Bargilli, la cui naturale grazia ed eleganza vengono offuscate per dare vita ad un'occhialuta e sgraziata Julie, personaggio del quale riesce a restituire con carisma ed incisività le numerose sfumature emotive, senza incorrere nel rischio di appiattirlo in una interpretazione essenzialmente macchiettistica.