spettacoli in tournèe 2012/2013

Franco Branciaroli e Tommaso Cardarelli in "Servo di scena"
spettacoli in tournèe 2012/2013
SERVO DI SCENA

con FRANCO BRANCIAROLI - TOMMASO CARDARELLI
di Ronald Harwood
traduzione di Masolino D’Amico
regia di Franco Branciaroli
scene e costumi di Margherita Palli - luci Gigi Saccomandi
e con (in ordine alfabetico)Lisa Galantini, Melania Giglio, Daniele Griggio,
Giorgio Lanza, Valentina Violo

Dopo il grande successo ottenuto nel corso della stagione 2011/2012 che ha visto lo spettacolo in varie città italiane, quest’anno lo spettacolo aprirà la stagione al Teatro Argentina di Roma per poi proseguire la tournée a :
 

Calendario tournèe stagione 2012/2013

Dal 20 novembre al 2 dicembre 2012- TEATRO ARGENTINA - ROMA
8 e 9 dicembre 2012 - Teatro Municipale - Piacenza
dal 10 al 13 gennaio 2013 - Teatro Storchi - Modena
15 gennaio 2013 - Teatro Comunale di Pietrasanta - Pietrasanta (Lucca)
16 gennaio 2013 - Teatro Signorelli - Cortona (AR)
17 gennaio 2013 - Cinema Teatro Walter Mac Mazzieri - Pavullo nel Frignano(MO)
dal 18 al 20 gennaio 2013 - Teatro Comunale G.Verdi - Pordenone
22 e 23 gennaio 2013 - Teatro Civico - La Spezia
dal 24 al 27 gennaio 2013 - Teatro Manzoni - Monza
dal 29 genn. al 3 febbraio 2013-  Teatro Verdi - Padova
dal 5 al 10 febbraio 2013 - Teatro della Corte - Genova
12 febbraio 2013Teatro Politeama Boglione - Bra (CN)
13 febbraio 2013  - Teatro Dadà - Castelfranco Emilia
dal 14 al 17 febbraio 2013  - Sala Grande-Arena del Sole - Bologna
19 febbraio 2013 - Teatro del Popolo - Colle Val D'Elsa (SI)
20 febbraio 2012 - Teatro Salieri - Legnago (VR)
dal 21 al 24 febbraio 2013 Teatro Nuovo Giovanni da Udine - Udine
26 febbraio 2013 - Teatro Comunale di Alessandria - Alessandria
27 e 28 febbraio 2013 - Teatro Coccia - Novara
dall'1 al 3 marzo 2013 - Teatro Comunale - Ferrara
5 e 6 marzo 2013 - Teatro Pergolesi - Jesi
7 marzo 2013 - Teatro Raffaello Sanzio - Urbino
dall'8 al 10 marzo 2013 - Teatro del Giglio - Lucca

dal 12 al 17marzo 2013 - Teatro Donizetti - Bergamo
dal 21 al 24 marzo 2013 - Teatro Sociale - Trento                                                                        
dal 3 al 7 aprile 2013
- Teatro Massimo - Cagliari
dal 9 al 14 aprile 2013 - Teatro Ambasciatori - Catania
16 aprile 2013 - Teatro Comunale - Casalpusterlengo (Lodi)
  dal 17 al 19 aprile 2013 - Teatro Toniolo - Mestre

\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\

Prodotto dal CTB Teatro Stabile di Brescia e dal Teatro de gli Incamminati, Servo di scena è uno dei più celebri testi teatrali di Ronald Harwood che curò anche l’adattamento cinematografico dell’omonimo film di culto di Peter Yates, del 1983, interpretato da Albert Finney (premiato al Festival di Berlino) e da Tom Courtenay (cinque candidature agli Oscar). Ed è naturalmente un testo ritagliato ad hoc sulla figura di un attore di grande carisma.

Si tratta di un appassionato omaggio al teatro ed alla sua gente, nonché perfetta ricostruzione d’epoca che fa da cornice agli ultimi successi di un grande attore, ormai al tramonto, il quale deve la sua sopravvivenza alle cure e alle attenzioni costanti del suo umile servo di scena.
Scritta in un linguaggio affascinante, tipico dello stile della commedia inglese, affronta con tono ironico le rocambolesche vicende di una precaria compagnia di provincia, che si dipanano tra camerini e palcoscenico, quale sublime metafora della vita del teatro di ogni tempo.

Regista ed interprete nel ruolo di Sir, Franco Branciaroli, nuovo consulente artistico dello stesso CTB.
Così la storia: è il 1940, pur devastata dai bombardamenti nazisti, Londra riesce a conservare l’aplomb che l’ha sempre contraddistinta. Come racconta Evelyn Waugh, il grande testimone di quegli anni, la vita procede meglio che può: pub e ristoranti restano aperti finché una bomba non li distrugge, i circoli e i club non variano nemmeno gli orari di apertura e di chiusura. Anche il teatro continua a vivere a dispetto della stupidità che sembra sul punto di conquistare il mondo. E Shakespeare diviene non solo poeta di un intero popolo, ma anche il suo profeta, e il teatro il suo tempio.
 

 Servo di scena racconta la storia di una di queste compagnie eroiche e spericolate e del suo vecchio capocomico, un non meglio identificato Sir, attore shakespeariano un tempo osannato dalle folle e dalla critica. Colpito da malore proprio alla vigilia della Prima del Re Lear, Sir sembra sul punto di dare forfait: sarebbe la prima volta nella sua onorata, lunghissima carriera. Ma Norman, il suo fedele servo di scena, da perfetto inglese non concepisce che non si possa andare in scena. Magari morti, ma gli spettatori hanno pagato il biglietto e hanno perciò diritto allo spettacolo.
Sir è messo male: non solo ha dimenticato quasi tutte le battute del testo, ma ha dimenticato perfino quale testo dev’essere rappresentato. Comincia a vestirsi da Otello, poi si mette a recitare il Macbeth. Infine sembra rimettersi in carreggiata, ma sono troppe le cose che non vanno. Se la prende con la moglie, Milady, una Cordelia decisamente troppo grassa. Se la
prende perfino con l’ennesimo bombardamento nazista, che scambia per l’effetto-temporale giunto però troppo presto.
Dopo numerosi esilaranti contrattempi, Sir si sente di nuovo male e, al termine dello spettacolo, mentre gli altri attori (compresa sua moglie, Milady) se ne vanno a casa, solo il buon Norman lo assiste. Sir, sentendo di essere in punto di morte, gli consegna la propria autobiografia, una specie di testamento spirituale in cui ringrazia tutti i membri della sua compagnia, lodandoli uno per uno, dal primo all’ultimo, tranne - guarda caso - proprio il suo servo di scena. Chissà perché, si è dimenticato proprio di lui.
Omaggio all’Inghilterra e a Shakespeare, Il Servo di scena è soprattutto un inno al teatro, alla sua capacità di resistere in tempi difficili, alla sua insostituibilità. Nella figura del servo Norman trapela la ragione profonda della sua forza: il teatro è invincibile perché non ha padroni, non cerca ricompense, è invincibile perché la ragione profonda della sua esistenza sta nella sua gratuità.
Perciò sa pronunciare le parole più importanti e profonde con ironia e senza perdere il sorriso. Il servo di scena ne è la dimostrazione.

 
ESTRATTI RASSEGNA STAMPA
 
Francesco De Leonardis, Bresciaoggi, 10 nov.2011
Il Servo alla ricerca della bellezza

 
(…) Branciaroli, che è giunto ad una straordinaria maturità d’interprete, lavora di fino la figura di Sir Ronald, scava nelle pieghe del personaggio, trattenendosi dal caricare troppo il lato comico, ne scopre le debolezze infantili, il sublime egoismo, la vena crepuscolare.
 
 
Nino Dolfo, Corriere della Sera, ed.Brescia, 11 nov. 2011
Branciaroli servo (e principe) di scena
Regia perfetta, bravissimo Cardarelli

 
Straordinaria e geniale la scenografia di Margherita Palli che divide il palcoscenico su due strati, come uno split screen (che rimanda alla hitccokiana “Finestra sul cortile”):sotto la “pancia” del teatro, con i camerini;sopra, la scena vera e propria e il dietro le quinte.
Branciaroli è sorvegliato nel disegnare senza sbavare mai il suo Sir Ronald, istrione e fragile. Bravissimo Cardarelli sul filo di una angosciante isteria. Clibratissimi tutti gli altri interpreti: Lisa Galantini, Melania Giglio, Valentina Violo, Daniele Griggio, Giorgio Lanza.
 
 
Simona Chiappori, TUTTOMILANO, La Repubblica, 24 nov.2011
SERVO DI SCENA. Brillante Branciaroli

 Brillantissima commedia di Ronald Harwood, Servo di scena conosce un nuovo splendore grazie a Franco Branciaroli che ne firma e interpreta un nuovo allestimanto su misura per il suo raffinato istrionismo. Ottimo il cast, tra cui spicca Tommaso Cardarelli.
 
Carlo Maria Pensa, Libero, 15 dic.2011
Più odio che amore tra l’istrione e il “Servo di scena”

l grande attore della finzione ha trovato ora, nella realtà del nuovo allestimento, un interprete e regista d’eccezione in Franco Branciaroli, accanto al quale ricordiamo l’eccellente Tommaso cardarelli nella trepida giustapposizione di Norman, Lisa Galantini, Melania Giglio.

 Rodolfo Di Giammarco, La Repubblica, 27 nov. 2011
 Il declino dell’attore dietro la ribalta

Nell’opacità meticolosa di Branciaroli, in certe sue apatie, nel suo presenziare laconico più che demagogico, fino alla morte sorridente del personaggio, s’insinua una ricerca esausta e rara della bellezza. Il personaggio del titolo, il dresser di nome Norman, è reso da Tommaso Cardarelli con un’acuta solerzia lessicale… Melania Giglio plasma bene l’impotenza senteimentale di un direttore di scena. E Lisa galantini (la prima attrice-moglie), Valentina Violo, Daniele Griggio e Giorgio Lanza sono l’equipe che anima questa macchina del teatro di mezzo secolo fa, i cui dettagli genuni, le cui proverbiali risorse si devono alla scena su due piani e ai costumi da 2recita” della dedita Margherita Palli. 

Leggo Milano, 29 nov. 2011
Branciaroli attore superstar

(…) “Servo di scena” ritrova smalto grazie a Franco Branciaroli, che lo porta in scena nel doppio ruolo di regista e protagonista. Testo perfetto per il suo carisma istrionico e per la sua vitalità da mattatore. (…) Branciaroli si muove al massimo dell’agio: dolente, capriccioso, egocentrico, ultimo siperstite di una genealogia di attori in via di estinzione. 

Domenico Rigotti, Avvenire, 1 dic. 2012
Franco Branciaroli esalta vizi e virtù del teatro e dei suoi commedianti

 (…) la regia di Franco Branciaroli fa sentire tutto l’antico, muffito odore di un palcoscenico che più non esiste e più che sul patetico volge al tragicomico con forti ed efficaci coloriture. E tesse il suo Ronald con una trama miracolosa di sottigliezze, di mascherate angosce, di assurde gelosie. Ancora una volta, la sua una interpretazione in cui la luce dell’intelligenza è tutt’uno con il possesso dei mezzi espressivi.
 

Renato Palazzi, MYWORD.IT, 5 dic. 2011
Servo di scena non invecchia

Andando a vedere Servo di scena pensavo che il bel testo di Ronald Harwood…. fosse legittimamente invecchiato, che avesse pagato un inevitabile pegno al mutare dei linguaggi e degli stili. Ho scoperto invece con sorpresa che la commedia regge con mirabile freschezza, che il ben dosato intreccio fra teatro e vita suggerito dall’autore inglese – le passioni della vita che prendono forma nei fantasmi del teatro, i trucchi, i posticci del teatro che diventano spessore di vita – non ha smesso di emanare le sue sottili suggestioni. (…) Lo spettacolo è ben costruito, divertente, ma con una giusta amarezza. Branciaroli, nei panni dello scalcinato “mattatore”, spadroneggia… mescolando la ferocia alla tenerezza, l’ironia a una certa dose di melodramma.
 

 Maria Grazia Gregori, l’Unità, 7 dic.2011
Gran bella prova per Franco Branciaroli in “Servo di scena”
storia di un dresser e del suo amore-odio per il protagonista

Nella scena di Margherita Palli che divide in due orizzontalmente lo spazio scenico vediamo in alto da dietro, reso evanaescente dai chiaroscuri di Gigi Saccomandi, il palco del Lear dove gli attori recitano di spalle facendo anche funzionare le povere macchine sceniche mentre sotto c’è il camerino di sir Ronald. costumi, bottiglie, parrucche, citazioni di un teatro all’antica tra ciaffi e vocazione, odi e dedizione assoluta… E’ qui che Franco Branciaroli crea il suo Ronald mostrandocene la confusione mentale in esileranti sedute di trucco: un’interpretazione di grande bravura, misurata, che mette in luce la grandezza e la miseria di un attore. Una corda tesa su di un diapason elevato …
 

 Roberto Canavesi, www.teatroteatro.it, 27 genn.2012

Un testo concepito per grandi attori dove un leone come Franco Branciaroli non poteva che andare a nozze: istrionico e mattatore, ma anche dispensatore di vere e proprie pillole di stroria del teatro come nella sequenza del trucco, Branciaroli diverte e si diverte, ritraendo alla perfezione vizi e manie di un grande attore ormai sul viale del tramonto.

 
Osvaldo Guerrieri, La Stampa, 30 gen. 2012
Perfetta ingratitudine

Da tempo Servo di scena mancava dalle scene italiane. Viene ripreso da Franco Branciaroli che sulla sapida traduzione di Masolino D’Amico e dentro le eloquenti scene multi-livello di Margherita palli fa rivivere anche come regista i vizi e le tenerezze del teatro inglese colto in un momento avventuroso.
E’ meravigliosa questa recita di Branciaroli che, ignorando Kean, si affida i silenzi e alla spossatezza. Tutto l’opposto di Tommaso Cardarelli che dà a Norman una stridula, incongtenibile fluvialità. Entrambi efficacissimi e applauditissimi, su sponde opposte. Con loro gli ottimi Lisa Lalantini, Melania Giglio, Daniele Griggio e Giorgio Lanza.