Storia
La storia dei Teatri
TEATRO SANTA CHIARA
Il Teatro Santa Chiara ha sede nell'omonima chiesa edificata all'interno del complesso medievale del convento delle Clarisse - di cui non si conosce la precisa data di fondazione avvenuta per volontà di Alberto da Sarteano - ma che già nel 1273 assunse il nome di ordine e convento di Santa Chiara.
Il complesso conventuale, che risulta quasi terminato nel 1448 ma che solo nel 1457 diviene d'osservanza ufficiale, subì profonde trasformazioni nel corso del Settecento, quando nel 1756 nella zona meridionale del complesso venne realizzata la scenografica scalinata ideata da Ascanio Girelli. A quegli anni si devono probabilmente anche la risistemazione della chiesa con decorazioni a stucco e a fresco di dichiaratao gusto barocchetto.
Quando nel 1797 furono pronunciate le leggi di soppressione dei conventi e nel 1805 la stessa sorte toccò all'ordine delle Clarisse, l'intero complesso passò di proprietà del Demanio e fu, in un primo momento, abbandonato e successivamente occupato dal collegio "Peroni", solo nel 1877 il Comune lo rilevò per assegnarlo alla scuola professonale "Moretto" che ultilizzò la chiesa come laboratorio fino al 1963, anno in cui il Comune la destinò come sede teatrale alla Compagnia della Loggetta trasformata poi nella stagione 1974 in Centro Teatrale Bresciano e successivamente in Associazione Centro Teatrale Bresciano - Teatro Stabile di Brescia.
L'inaugurazione del teatro Santa Chiara avvenne nell'estate del 1963 con I giganti della montagna di Pirandello, per la regia di Mina Mezzadri.
Da allora il teatro è stato un punto di riferimento culturale importante per la città. La sala ha ospitato numerosi spettacoli prodotti dal CTB e firmati da registi di grande prestigio, dalla stessa Mezzadri a Massimo Castri, da Nanni Garella a Federico Tiezzi, da Sandro Sequi a Cesare Lievi
DAL TEATRO GUILLAUME AL TEATRO SOCIALE
L'attuale Teatro Sociale trae le sue origini dalla storia della famiglia di Luigi Guillaume, nobiluomo francese fuggito con la moglie Maddalena, da Lione (Francia) durante la rivoluzione francese.
I Guillaume, confusi a un gruppo di saltimbanchi e di attori girovaghi, per meglio ingannare gli inseguitori, raggiunsero l'Italia in modo rocambolesco trovando però, nell'affascinante mondo circense, il modo di sopravvivere alla propria condizione di esuli espropriati.
Provetti cavallerizzi, educati a coltivare le loro abilità sportive, i Guillaume formarono una loro compagnia e con quella iniziarono a girare l'Europa. Per caso o forse per scelta ad un certo punto i nostri scelsero Brescia per residenza fissa. Acquistarono un palazzo in centro e presero a frequentare, nei momenti di pausa tra un viaggio e l'altro o tra uno spettacolo o l'altro, la società altolocata della città.
Alla metà dell'Ottocento il discendente del capostipite acquistò un' area nel centro cittadino e vi fece costruire un teatro in legno adatto agli spettacoli equestri, a quelli di prosa e alle riunioni politiche. Gli altri fratelli formarono a loro volta compagnie con le quali riscossero sucessi nelle maggiori piazze in Italia e all'estero. Nel 1873 il teatro venne ricostruito in forma più elegante e dignitosa e diventò il tempio della buona borghesia bresciana desiderosa di divertimento. Nel 1903 la famiglia Guillaume lasciò il teatro che venne acquistato da un gruppo di appassionati i quali, dopo un restauro in perfetto stile Liberty, secondo la moda del tempo, gli diedero il nome di Teatro Sociale.
Fino al 1981, anno di chiusura della sala, sul palcoscenico del Teatro Sociale hanno trovato ospitalità spettacoli "leggeri" : operette, cabaret, concerti, mentre nel vicino Teatro Grande, maggiore per tradizione artistica e per capienza di sala, hanno continuato ad essere rappresentati spettacoli di prosa, concerti di musica classica e opea lirica.
Gli attuali restauri, che si sono protratti con alcune interruzioni dal 1986 al 1996 ci restituiscono un teatro capace di ospitare seicento spettatori - ora sala del Teatro Stabile di Brescia.