Qualcosa di noi

Il Centro Teatrale Bresciano è nato nel 1974 per iniziativa del Comune e della Provincia di Brescia, cui si sarebbe affiancata nel 1991 la Regione Lombardia. Tre anni dopo è stato riconosciuto come Teatro Stabile di prosa a gestione pubblica. Il Centro Teatrale Bresciano proseguiva la tradizione della Compagnia della Loggetta, un gruppo teatrale che fin dai suoi esordi (1960) aveva giocato un ruolo di rilievo nel rinnovamento della scena italiana, grazie soprattutto alle regie di Mina Mezzadri.
 

       
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Negli anni Settanta il CTB ha prodotto i primi spettacoli, di forte impronta politica, del regista Massimo Castri. Fino alla fine del decennio successivo, Castri è rimasto il principale regista dello Stabile bresciano, grazie al sostegno del direttore artistico Renato Borsoni, già tra i fondatori della Compagnia della Loggetta. Castri firma la sua prima regia bresciana con I costruttori di imperi, di Boris Vian, nel 1972, al teatro Santa Chiara, seguito dall’‘azione drammatica ’Fate tacere quell’uomo: Arnaldo da Brescia. Ma la vera affermazione del giovane regista si può dire che coincida con l’affermazione a livello nazionale del CTB e con le sue messinscene di drammi quali: nel 1974, La tempesta di Shakespeare, seguito la stagione successiva daUn uomo è un uomo e da L’accordo. Il Consenziente di Bertolt Brect; L’ingiustizia assoluta di Emilio Jona e Sergio Liberovici; La vita che ti diedi di Pirandello, e di Ibsen e da un’incompiuta Caterina di Heilbronn di Kleist, spettacoli che rimangono tappe fondamentali nella storia della regia italiana.
Ma la seconda metà degli anni Ottanta ha segnato per il CTB anche l'apertura a voci nuove, all'inquietudine di giovani registi, come Nanni Garella, allievo di Castri, o Cesare Lievi, fondatore con il fratello Daniele, scenografo, del Teatro dell'Acqua di Gargnano (lago di Garda). Mettendo in scena a Brescia Torquato Tasso e Clavigo di Goethe, i fratelli Lievi hanno imposto una cifra stilistica originale, che sarebbe poi maturata nella loro successiva esperienza nei paesi di lingua tedesca.

Direttore artistico del CTB, dal 1989 al 1996, è stato Sandro Sequi - regista maturo e colto, formatosi alla regia lirica - che ha promosso un'eclettica apertura a diverse posizioni stilistiche. Tra i registi chiamati a Brescia da Sequi ricordiamo Roman Viktiuk, José Caldas, Giorgio Marini, Massimo Castri, Federico Tiezzi, Nanni Garella, Mina Mezzadri e Cherif. Negli anni di direzione Sequi - regista che amava definirsi un outsider della scena per la sua scelta di non far parte del filone registico sperimentale e di valorizzare la nostra drammaturgia contemporanea. Sotto la sua direzione la programmazione è stata scandita da cicli successivamente dedicati al teatro russo, al teatro francese e al teatro inglese, con scambi internazionali di grande interesse. Sequi, nel segno della continuità e nel riconoscimento del valore di chi l’aveva preceduto alla guida del CTB realizza una programmazione scegliendo testi che - come lui stesso scrive – sono “di elevato valore letterario, dove la teatralità è emanazione e incarnazione della pagina scritta: il testo come anima del teatro”. Lo spettacolo rivelazione della sua direzione è sicuramente La famiglia Schröffenstein di Kleist affidato alla regia di Massimo Castri, da lui realizzato tra movimenti elisabettiani e abbandoni romantici. Tra le regie che portano la firma di Sequi ricordiamo i grandi successi deI villeggianti di Gor’kij - e continuando il dialogo e lo scambio con il Teatro Ermolova di Mosca - Anfissa di Andreev, nel 1991, che mostravano la particolare attenzione per quanto di nuovo si verificava in Europa, e attivando scambi con Mosca che si concretarono con la messa in scena di Play Strindberg, allestito per il CTB da Roman Viktiuk con attori italiani e de I villeggianti per la sua regia. Dell’attenzione al teatro francese si ricorda il Progetto Racine con Britannico - Berenice e alla drammaturgia del ‘900 con Vittime del dovere di Ionesco. Seguiranno poi Finale di partita di Samuel Beckett. Da ricordare dal 1992 le regie di:Elettra, da Sofocle; Non c’è domani, di Julien Green; Capricci di Alfred de Musset;A mosca cieca di Enrico Groppali; La sposa di campagna di William Wycherley.  

 La stagione 1996/97 ha visto il ritorno allo Stabile bresciano di Cesare Lievi, che ne è stato direttore artistico fino alla fine di giugno 2010. La nuova linea culturale introdotta da Lievi ha visto la valorizzazione della drammaturgia contemporanea italiana ed europea; l'abbattimento delle barriere convenzionali tra teatro di tradizione e teatro sperimentale; la progettazione di spettacoli per spazi non teatrali, alla ricerca di sempre nuove fasce di pubblico. Con Lievi hanno dato il loro contributo artistico numerosi registi (Nanni Garella, Gianfranco Varetto, Werner Waas, Carmela Cicinnati e Peter Exacoustos, Valter Malosti, Andrea Taddei, Renato Gabrielli, François Kahn, Mina Mezzadri, Monica Conti, Vincenzo Pirrotta, Marco Plini, Elena Bucci e Marco Sgrosso, Andrea Battistini) Nel corso della sua direzione Cesare Lievi ha diretto per il CTB numerosi spettacoli, segnaliamo: Festa d’anime dello stesso Lievi e Caterina di Heilbronn di Heinrich von Kleist, Alla meta di Thomas Bernhard (la cui interpretazione è valsa a Franca Nuti il Premio Ubu 1999 come migliore attrice protagonista); Il giorno delle parole degli altri – Un’elegia di Cesare Lievi; Sulla strada maestra di Anton Cechov; Il nuovo inquilino di Eugène Ionesco, primo allestimento sul palcoscenico del rinnovato Teatro Sociale (febbraio 2000).
Spettri di H. Ibsen; Il principe costante di Pedro Calderon de la Barca, The Country di Martin Crimp; Erano tutti miei figli di Arthur Miller; Tempi d'amore Recital per più voci ; La brocca rotta di Heinrich von Kleist; Alcesti o La recita dell'esiilio di Giovanni Raboni; Tradimenti di Harold Pinter, La casa di Bernarda Alba di Federico Garcia Lorca, L’una e l’altra di Botho Strauss. Cesare Lievi per questo spettacolo ha ricevuto il premio della Critica teatrale 2008 come migliore spettacolo dell’anno 2008;Faust e Bauci di J.W.Goethe; Inverno di Jon Fosse, Semplicemente complicato di Thomas Bernhard, ed infine Ifigenia in Tauride. Fanno parte di una fortunata trilogia che comprende, Fotografia di una stanza, Il mio amico Baggio e La Badante (premio UBU 2008 “migliore novità italiana” e “Il Pegaso d’oro” premio internazionale intitolato ad Ennio Flaiano” per la regia), testi di Lievi che compiono una riflessione poetica sulla realtà sociale contemporanea. A Lievi, nel 2009 è stato assegnato il Premio UNESCO alla Cultura.

Un’intensa collaborazione tra lo Stabile e la La Compagnia “Le Belle Bandiere” di Elena Bucci e Marco Sgrosso, sensibili interpreti sia di testi contemporanei sia di originali riletture di drammaturgia classica, avviatasi nel 2006 e tutt’ora in essere, ha prodotto spettacoli di forte suggestione, ricordiamo: Macbeth di William Shakespeare; Hedda Gabler di Ibsen; Juana de la Cruzdi Elena Bucci; La locandiera di Carlo Goldoni; L’amante di Harold Pinter; Ella di Herbert Achtenbusch, per la regia e con l’interpretazione di Marco Sgrosso; Antigone ovvero una strategia del rito, da Sofocle. Nella stagione 2011/12 Elena Bucci e Marco Sgrosso hanno guidato un gruppo di giovani attori bresciani nella realizzazione, dopo un periodo di intensa preparazione, di uno spettacolo dal titolo Mythos, risultato di una drammaturgia che è nata dai miti narrati di Eschilo,SofocleedEuripide.     

Dal 2 luglio 2010 la direzione del CTB Teatro Stabile di Brescia è affidata ad Angelo Pastore, già consulente del CTB dal 2000. L’attuale direttore si è occupato di programmazione teatrale a partire dagli anni Ottanta, iniziando la sua carriera allo Stabile di Torino; successivamente ha collaborato con il Teatro Franco Parenti di Milano e nel 2009 ha assunto l’incarico di direttore del teatro Quirino di Roma, mantenendo nel contempo la sua collaborazione con il teatro bresciano. 
 
Consulente artistico dello Stabile bresciano, dalla stessa stagione 2010/2011, è ora Franco Branciaroli, attore e regista poliedrico conosciuto e apprezzato dal pubblico bresciano per le sue indiscusse capacità d’interprete in numerosi spettacoli ospiti nelle Stagione di Prosa. Fin dal suo debutto, giovanissimo, si presentò sulla scena come uno degli interpreti più originali e attenti, del panorama italiano. Fin dalle sue prime esperienze artistiche calcò le scene al fianco di uomini di teatro come Aldo Trionfo, Carmelo Bene, Luca Ronconi. L'incontro poi con lo scrittore Giovanni Testori diede vita ad una collaborazione professionale che influenzò definitivamente il teatro dell'attore milanese.
 Più recentemente lo ricordiamo sui nostri palcoscenici in Otello di Shakespeare per la regia di Gabriele Lavia (1996); in una staordinaria interpretazione, nel ruolo del titolo, di Medea, per la regia di Luca Ronconi (1998); ne La Moscheta (2001); in  Cos’è l’amore, dello stesso Branciaroli (2002) e in Caligola (2004) di Camus, per la regia di Claudio Longhi, con le scene del bresciano Giacomo Andrico. Branciaroli volle debuttare proprio a Brescia con Finale di partita di Samuel Beckett, nel 2006, uno spettacolo per la regia dello stesso Branciaroli, esemplare per l’interpretazione serrata e icastica che ancora una volta gli valse il plauso della critica italiana. Con Vita di Galileo di Brecht, con Edipo re - per la regia di Antonio Calenda – del 2008 e con Don Chisciotte, progetto e regia di Branciaroli, del 2009 – interpretazione che gli è valsa il premio  Pegaso d’oro 2009 –, Branciaroli ha dato prova ancora una volta delle sue grandi qualità istrioniche.
Dal suo arrivo alla guida artistica dello Stabile bresciano, nella stagione 2011/2012, con la messinscena di Servo di scena di Ronald Harwood, Franco Branciaroli, interpretando e curando la regia degli spettacoli di punta del CTB, ha avviato una riflessione sul Teatro e sul suo rapporto con la società attraverso la Memoria che ne è l’elemento fondamentale, proseguita la stagione successiva attraverso la messinscena e l’interpretazione de Il teatrante, testo graffiante scritto nel 1985 del grande romanziere e drammaturgo austriaco Thomas Bernhard, e raramente rappresentato in Italia.
Con Enrico IV di Luigi Pirandello, Branciaroli chiuderà la stagione di produzione 2013/14, del Teatro Stabile bresciano, continuando così la sua indagine sui grandi personaggi e sui grandi autori del Novecento.